talpy: (Ninfea)
[personal profile] talpy
Titolo: Dilemmi senza fine
Fandom: Originale
Wordcount: 749
Prompt: Cow-t 7: almeno 500 parole su “immortalità”.
Note: la fic è stata ispirata dalla 5x02 di Samurai Jack, ve la consiglio vivamente (sono ancora in hype, non si vede?)

-Dottore, mi creda, lei e gli altri non avete la minima idea di quanto diate per scontati certi miglioramenti. Cioè, si rende conto che se vuole andare dall’altra parte del mondo impiega ore e non settimane, se non mesi? Non ha idea di quanto fosse noioso, sprecare il mio tempo in quel modo, ed essere immortali non aiuta. Anche solo il fatto di poter venire qui è rivoluzionario!
-Che intende dire?
-Intendo dire che cento anni fa metà dei suoi pazienti sarebbe stata rinchiusa in un sanatorio o messa a zappare alla terra, se non peggio. Mi creda, la psicologia è un grande passo avanti per l’umanità.
-…che lei sta cercando di distruggere da…?
-Oh, da circa duecento anni o giù di lì. Sa, dopo millenni ci si stufa di avere sempre gli stessi giocattoli.
-…Capisco.

Con queste parole il dottore scrive un paio di parole sul bloc notes davanti a lui, evitando accuratamente di fissare la sua paziente. Anche se a mente fredda poteva sembrare che la donna fosse da ricoverare, preda di chissà che illusione delirante, c'era un qualcosa che sentiva nel suo profondo, quasi al livello delle ossa, che la persona davanti a lui era effettivamente ciò che diceva di essere. Per quanto fosse titubante fornire un servizio a un essere che si era auto-definita "un'entità al di fuori della vostra concezione che vuole solo schiacciarvi e finalmente farla finita", la sua coscienza gi diceva che tutti avevano diritto a cercare un benessere psicologico. Anche gli immortali che volevano cancellare l'umanità dalla faccia della Terra.

Dopo un sospiro, le fece una domanda:
-Quindi, se ho capito bene, lei è qui perché non riesce a portare avanti il suo... progetto come desidera e si sente frustrata?
-Sì dottore, non so davvero come fare! Tutte le altre volte era stato facile, per esempio, i dinosauri non mi hanno mai dato tutti questi problemi. È bastato il rituale giusto e -hop! il gioco è fatto! Invece, a questo giro, mi sono ritrovata una grana bella e buona.
-Ovvero?
-Marilene!
-...Marilene?
-Sì, Marilene e la sua fottutissima spada del cazzo, mi perdoni il francesismo. Marilene è una giovane orfana guerriera nata nel 1880 circa, l'unica che può impugnare questa stupida spada magica che mi impedisce di portare a termine questo rituale.
-Nel 1850 ha detto?
-Sì, infatti! Ho pensato che, beh, lei è l'unica che può fermarmi, ma visto che io sono immortale e lei una normale mortale, sarebbe aspettato che lei morisse e io avrei potuto fare quello che dovevo fare senza problemi. Ma dottore, lei non muore!

Il dottore si fermò un attimo a pulire gli occhiali, cercando di prendere tempo.
-Quindi, immagino che questo le dia fastidio.
La donna fece ampi gesti con le mani.
-Ovvio che sì! Sa che vuol dire sapere che il proprio acerrimo nemico continuerà a perseguitarti per sempre perché è destinata a restare in vita fino a quando non riuscirà ad uccidermi quando la cosa è completamente impossibile? Le giuro, a volte me la sogno la notte, mi perseguita! La prego, mi dia qualche consiglio, sono disperata.

Il dottore sospirò, portandosi la mano alla fronte, cercando di trovare un qualcosa da dire o consigliare –se non per orgoglio professionale, per evitare di innervosire l’immortale di fronte a lui.
-Quindi mi sta dicendo che questa Marilene è diventata immortale anche lei?
La donna fece solo un cenno di assenso.
-Non ha mai pensato a cambiare le carte in tavola, visto che si trova ad un impasse?
-…che cosa vuole dire.
-Voglio dire che la cosa non le arrecherebbe tutto questo disagio e così tanta frustrazione se voi due non foste più nemiche. Magari il vostro rapporto ha bisogno di cambiare, visto che è evidente che nessuna di voi due scomparirà dalla vita dell’altra.

Il viso della donna venne illuminato da un sorriso.
-Dottore, ma è una splendida idea! Tentare sicuramente non nuocerà!
Detto ciò, si alzò dal divanetto, lanciò quello che sembrava un mucchio di banconote sul tavolo ed uscì dalla stanza, il tutto con la massima rapidità.
Il dottore sbatté rapidamente gli occhi, per poi andare a chiudere la porta e stendersi sul divanetto. Dopo una seduta simile, aveva decisamente bisogno di riposarsi.

Circa cinque anni dopo, quando il ricordo di quello strano pomeriggio si era fatto più remoto, gli arrivò un’elegante busta color crema con un biglietto con la scritta:
Marilene Delacroix
&
Lilianne Evenstar
Sono liete di invitarLa
Al loro matrimonio.
Il dottore sospirò: almeno, l’umanità sarebbe rimasta in salvo.

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