talpy: (Ninfea)
[personal profile] talpy
Titolo: That’s why the people on this world believe in
Fandom: Steven Universe
Wordcount: 4083
Prompt: Cow-t 7: minimo 500 parole con “cristallo”.
Note: …non credevo venisse così lunga. In ogni caso, la storia è più o meno una Robin Hood!AU, il titolo viene dalla opening di Steven Universe, ci sono un paio di frasi ricalcate dagli episodi, ho fatto un uso un po’ pasticciato dei nomi delle Gemme, spero vi piaccia.

Da quando gli umani avevano memoria, la Terra era sempre stata governata da Pink Diamond e la sua corte. Tuttavia vivevano in pace giacché, pur essendo una classe inferiore, erano trattati con rispetto ed eventuali maltrattamenti da parte delle Gemme sarebbero stati puniti severamente. Pink Diamond e i membri della sua corte che le erano più vicini pensavano che ogni forma di vita fosse sacra, e avevano cercato nella migliore maniera possibile di inserire gli esseri umani nella loro società. Anche gli altri Diamanti avevano dei piccoli possedimenti sul pianeta, anche se per la maggior parte erano dei loro rappresentanti alla corte di Pink Diamond.

Tutto cambiò quando fu richiesta la presenza del Diamante alla corte di White Diamond per una questione importante e delicata. La sua assenza sarebbe stata lunga, soprattutto per gli esseri umani il cui tempo scorreva così velocemente, quindi decise di lasciare come Regnante in sua assenza la Gemma che sentiva più adatta al compito, Rose Quartz.

Tuttavia, la pacifica reggenza di Rose terminò dopo solo venticinque anni, quando scomparve misteriosamente da un giorno all’altro. Jasper, un’altra Gemma della corte, che, sebbene devota al massimo al suo Diamante, era di idee radicalmente opposte a Rose Quartz provò ad essere nominata come nuova reggente, ma la corte non si sentiva a suo agio a passare sotto una guida così estremamente diversa. Quindi, per una successione di eventi poco chiari, diventò reggente un rappresentante della corte di Blue Diamond, Lapis Lazuli, anche se il potere era realmente nelle mani di Jasper, che la influenzò in maniera tale da avere completa libertà. Iniziò così un periodo difficile per gli esseri umani, che si ritrovarono a lavorare in condizioni sempre più disumane ed estreme e a ricevere sempre più richieste di tasse e tributi. Consapevoli della forza superiore delle Gemme, gli umani continuavano a lavorare a testa bassa, sperando nel ritorno di Rose Quartz o Pink Diamond. Ogni tanto, nei momenti peggiori, ricevevano aiuto da un piccolo gruppo di Gemme ribelli conosciute come Crystal Gems.

E così passarono altri quindici anni…

******

Connie camminava nel bosco, sbuffando un po' per il peso della cascina di legna che si stava portando sulle spalle. Normalmente non si sarebbe inoltrata così in profondità nella foresta, ma ultimamente aveva sempre più difficoltà a trovare della buona legna da usare nei soliti posti -probabilmente perché sempre più persone si ritrovavano a vivere nel bosco, isolandosi un po' dai villaggi dove la presenza delle Gemme era più forte preferendo degli accampamenti più piccoli. In ogni caso, ne era valsa la pena: probabilmente con il carico che aveva avrebbe potuto evitare di andare a cercare legna per un paio di giorni, e cominciò a pensare di tornare indietro sui suoi passi e tornare a casa.

Tuttavia, più avanti scorse un qualcosa di arancione, un colore che non faceva parte dell'ambiente naturale della foresta in quella stagione. Spinta dalla sua curiosità, Connie avanzò in quella direzione, per poi rimanere stupita da quello che trovò davanti a lei. Era un ragazzino più o meno della sua età, dalla pelle chiara e i capelli ricci corvini, abbigliato con la maglia arancione che aveva attirato la sua attenzione, e su di essa, in un angolo, era ricamata una stella gialla. Tutto questo però era in secondo piano rispetto al fatto che presentava lividi e graffi su tutto il corpo: quello sulla tempia, che stava ancora sanguinando un po', sembrava il più grave.

Con una fluidità nata dalla domestichezza che aveva appreso nell’aiutare sua madre, Connie cominciò a esaminare le diverse ferite del ragazzo, alzando anche la maglia per controllare se ci fossero ferite più gravi. Non riuscì a trattenere un’esclamazione di sorpresa, quando trovò al posto dell'ombelico una Gemma rosa.

******
Pearl era esattamente come tutte le altre Perle, abbigliata con vestiti corti e semplici, adatti alle mansioni di pulizia e mantenimento del castello assegnate alla loro categoria. Era brava e veloce e invisibile agli occhi di tutti come ci si aspettava da lei, indistinguibile da un’altra delle sue compagne Perle. Ma tutto questo cambiò quando entrò al servizio di Rose Quartz.

Pearl aveva visto la Gemma da lontano durante alcune funzioni di corte, mentre serviva bevande e cibo a chi tra loro aveva adottato quella strana abitudine umana, ma ovviamente non le aveva mai parlato. Una Perla non avrebbe mai potuto rivolgersi ad una Gemma di tale rango e di tale importanza. Oltre ciò che si diceva in corte, sapeva solo che era l’unica delle gemme più vicine al loro Diamante a non avere una Perla fissa. Quando ne chiese il motivo a quella che l’aveva preceduta nel servizio, questa rispose soltanto che era molto difficile servire Rose Quartz. Solo dopo avrebbe capito il perché di tale ammissione.

Per quanto Rose fosse una Gemma di altissimo rango, parte della cerchia più vicina a Pink Diamond e sua fida consigliera, era incapace di trattare le Perle in modo adeguato al loro rango sociale. Cercava continuamente di iniziare una conversazione, chiedeva opinioni, raccontava storie divertenti, insomma, si comportava con una familiarità tale che qualsiasi Perla si sarebbe sentita a disagio. Beh, qualsiasi Perla tranne Pearl.

Non ne sapeva bene il perché, ma non riusciva a fare a meno di aspettare con ansia sempre più crescente queste interazioni, che la lasciavano sorridente e con le guance leggermente più rosee. Quando ufficialmente diventò la Perla che era stata per più tempo al servizio di Rose Quartz, ormai sentiva nei suoi confronti una devozione che non aveva mai sentito prima per nessun’altra Gemma al di fuori del suo Diamante. Fu questa devozione a spingerla a cominciare ad allenarsi con la spada in segreto, desiderosa di poterla servire in qualsiasi modo possibile –anche in quelli che non erano assegnati alle Perle.

Fu così che Pearl si ritrovò a nascondere la sua identità per partecipare sotto mentite spoglie al torneo di corte. Nessuno sapeva chi fosse il cavaliere misterioso che, alla sua prima partecipazione, riuscì a sbaragliare i suoi avversari negli scontri con la spada, dal momento che mantenne la sua identità nascosta anche quando offrì il pegno della vittoria a Rose Quartz.
Solo una volta nelle sue camere, nascoste dagli occhi della corte, Rose sorrise gentilmente per ringraziare Pearl del gesto, ignorando le sue negazioni balbettanti e le guance arrossite per l’imbarazzo. In quel momento, Rose Quartz aveva assicurato per sempre la presenza di un cavaliere al suo fianco.

******
Al ragazzo sfuggì un gemito quando Connie lo appoggiò sul letto che si era arrangiata nella sua piccola capanna dove abitava. Andò velocemente a prendere le bende pulite che conservava per questo tipo di situazioni, memore delle abitudini di sua madre guaritrice. Cominciò poi a pulire le ferite ancora sporche di sangue, ma quando finì di medicargli il torso esitò un attimo prima di bendargli l'addome, nascondendo alla vista la gemma sull'ombelico. Non sapeva bene chi o cosa fosse il ragazzo che aveva portato a casa, ma prima di rischiare che fosse erroneamente giudicato dal resto della piccola comunità in cui viveva voleva valutare lei in prima persona che tipo fosse.

Dopo un po' di tempo, il ragazzo cominciò a fare dei versi, per poi aprire lentamente gli occhi, evidentemente disorientato dall'ambiente in cui si ritrovava. Connie gli rivolse un piccolo sorriso, cercando di metterlo a suo agio, mentre l'altro cominciò a strofinarsi una mano sulla tempia.
-Tutto bene? Ti fa male la testa?
-S-sì, un po'. Ecco...io...dove sono? E chi sei tu?
-Io mi chiamo Connie, questa è casa mia. Ti ho trovato privo di sensi nella foresta, e ti ho portato qui per cercare di farti stare meglio. Piuttosto, tu come ti chiami? Da dove vieni?
Il ragazzo sbatté le palpebre un paio di volte, evidentemente confuso.
-Io...credo di chiamarmi Steven. Però...
Si appoggiò di nuovo una mano sulla tempia, chiudendo gli occhi con un'espressione addolorata.
-M-mi dispiace, non ricordo altro, davvero.

Connie cercò di tranquillizzarlo, sentendo che il panico e la preoccupazione che Steven stava mostrando erano autentici, che veramente non sapeva niente -d'altro canto, si ricordava che qualcuno degli amici di suo padre aveva perso brevemente la memoria dopo un colpo alla testa, quindi quello poteva essere lo stesso caso per Steven. Decise quindi, mentre gli preparava qualcosa di leggero da mangiare, che avrebbe rimandato le sue domande a quando sarebbe stato in grado di risponderle. Nel frattempo, lo avrebbe tenuto d'occhio.

******
Garnet sapeva di non pter vivere per sempre nella foresta, consapevole del fatto che fosse spesso frequentata da guardie o membri della corte che amavano il panorama naturale della Terra. Tuttavia, questo non voleva dire che non potesse provare a farlo.

La Gemma era felice di essere, lontana dalle costrizioni e dalle convenzioni della corte che imprigionavano Sapphire e Ruby dal fondersi. Da loro aveva anche preso quella paura di sottofondo che un giorno la trovassero e la costringessero a dividersi, a smettere di essere lei e a tornare ad essere due Gemme diverse e separate dai rispettivi ranghi e dalle proprie corti. Nemmeno Sapphire era riuscita a prevedere il calore che le aveva provocato la Ruby che le era stata assegnata come guardia da Pink Diamond, né la nascita del desiderio di fondersi tra loro che le aveva portate a nascondersi lì.

Il suo periodo d'isolamento finì quando un giorno, mentre stava osservando il suo riflesso in un lago, sentì una voce gentile dietro di lei dire:
-Oh, salve, credevo di essere la sola a conoscere questo posto.
Garnet si girò di scatto, trovandosi davanti Rose Quartz, la fida consigliera di Pink Diamond. Il panico la immobilizzò, una voce spaventata dentro di lei che gridava che Rose probabilmente sapeva che era una fusione anche solo con da una semplice occhiata, che in un attimo avrebbe potuto riportarla a corte e, e, e...

Cominciò velocemente a scusarsi, in preda al panico, consapevole di quanto le fusioni mettessero a disagio le altre Gemme, ma Rose la interruppe con una risata:
-Che importa quello che penso io! Piuttosto, quello che stai provando tu dev'essere molto interessante!
Rose le porse una mano, e Garnet istintivamente la afferrò, qualcosa dentro di lei la spingeva a fidarsi dell’altra Gemma. Fu così che Garnet ritornò a corte, dove Rose Quartz riuscì a convincere Pink Diamond ad annettere Sapphire alla sua corte, intercedendo con Blue Diamond affinché inviasse un'altra rappresentante, per poi darle il permesso di restare fusa con Ruby. Da allora, Garnet rimase sempre al suo fianco, pronta a servire in qualsiasi modo che fosse necessario colei che le aveva permesso di esistere.

******
-Ehi Connie, la legna qui va bene?
La ragazza sorrise, facendo un cenno positivo con il capo a Steven, che era appena tornato con un sorriso entusiasta dalla foresta con la legna. Erano passate un paio di settimane da quando l'aveva trovato nel bosco, e sebbene non avesse ancora recuperato la memoria ormai si fidava di lui. Aveva mostrato un animo gentile ed affettuoso che aveva conquistato tutte le persone dell'accampamento, e Connie si era sentita tranquilla ad andare in qualche spedizione notturna lasciando Steven a casa, anche perché aveva commentato con un sorriso che non si era sentito solo –probabilmente trovando compagnia nei bambini e negli altri ragazzi dell’accampamento.

In ogni caso, era stato un periodo tranquillo, almeno, fino al momento in cui arrivarono le guardie del palazzo. Le Jasper e le Ametiste alte e forzute arrivarono quando il sole era alto nel cielo, proclamando ad alta voce che erano lì per la quota mensile dei tributi. Come al solito, si comportarono con arroganza, arrivando anche a spintonare chi ritenevano fosse troppo lento nel pagamento.

Connie gettò delle occhiate nervose a Steven, sperando che restasse tranquillo e che non attirasse troppo l'attenzione. Fortunatamente, il ragazzo rimase vicino ai bambini, cercando di tranquillizzarli mentre i genitori si affannavano a portare i loro tributi. Quando fu il suo turno, le si irrigidirono le spalle quando una delle guardie la squadrò da capo a piedi con un'occhiata sospettosa, ma alla fine la lasciò andare.

Quando le Gemme se ne andarono, Steven le si avvicinò con lo sguardo più serio che gli aveva visto in faccia.
-Fanno sempre così quelle guardie?
-Già...ultimamente sono sempre più dure, non c'è niente da fare.
-Ma come, si comportano così male! Ci dev'essere qualcosa...!
-No Steven, mi dispiace. Le uniche che fanno qualcosa ogni tanto sono le Crystal Gems e comunque...

Connie si interruppe, quando vide che Steven si era portato una mano alla tempia, l'espressione del viso che tradiva il dolore che stava sentendo.
-Tutto bene Steven?
-S-sì Connie, solo una piccola fitta alla testa...
La ragazza sospirò, volgendo per un attimo lo sguardo verso le guardie se n'erano andate, sperando che quello che stava facendo lei fosse abbastanza.

******
C'era un unico Kindergarten sulla Terra: non produceva moltissime Gemme, ma erano abbastanza per le esigenze della corte. Quando circa sei mesi dopo la fine del ciclo normale delle Ametiste se ne trovò una appena nata, la cosa colpì le scienziate della corte, stupite da tale avvenimento.

L'evento suscitò un moderato scalpore soprattutto riguardo a cosa fare di quella Gemma, evidentemente troppo piccola di taglia e di statura per essere una guardia come le altre Gemme sue sorelle: il dibattito continuava tra chi voleva frantumarla e tra chi voleva assegnarle una diversa mansione da quella per cui era stata creata. Tutti erano ignari che la piccola Amethyst ascoltava questi discorsi, nascosta dietro la porta, con gli occhi pieni di lacrime a sentir dire che non era buona abbastanza e che non lo sarebbe mai stata, forse ancora troppo giovane per capire che rischio stesse correndo.

Quando qualcosa le fece ombra, alzò lo sguardo per vedere chi fosse, trovando il sorriso gentile di Rose Quartz. Il sorriso rimase tale anche quando entrò nella stanza, una mano poggiata delicatamente sulla schiena della piccola Amethyst, dicendo alle altre Gemme che se ne sarebbe occupata lei. Da quel momento fu Rose a badare a lei, a insegnarle tutto ciò che era importante sapere, a dirle che non importava che fosse diversa dalle altre, ma che era perfetta così come era, spingendo la piccola a decidere di restare sempre al suo fianco come Pearl e Garnet.

******
Steven si grattò sovrappensiero la pancia, sentendo qualcosa che gli dava sempre più fastidio sotto le bende. Non se l'era mai tolte da quando si era risvegliato, non prestando importanza alla loro presenza, anche se non sapeva se le aveva sempre avute o se gliele aveva messe Connie mentre lo curava. Più volte aveva avuto la tentazione di toglierle, ma restava sempre troppo tempo a meditarci su (una parte di lui che lo tratteneva) e poi qualcuno veniva a chiedergli una mano a fare qualcosa.

Però, questa volta, la parte di lui che l'aveva trattenuto era troppo debole in confronto all'enorme fastidio fisico che sentiva, come se all'improvviso quasi avesse difficoltà a respirare. Prima che potesse cambiare idea, si cominciò a sfasciare, per poi scoprire stupito che aveva al centro della sua pancia una gemma. La restò ad osservare mentre perdeva la concentrazione, completamente perso nei pensieri e nei ricordi che gli stavano offuscando la testa.

Fu riportato alla realtà da un forte rumore fuori, come di qualcosa che si era rovesciato, e sentì anche le urla delle persone dell'accampamento. Si riabbassò la maglia e andò fuori a vedere cosa stesse succedendo, trovando due delle guardie che erano venute qualche giorno prima che tenevano Connie per un braccio, cercando di portarla via.
-Smettetela, lasciatemi! Non ho fatto niente!
-Smettila piccola umana, sappiamo benissimo che sei stata tu a depredare i nostri centri! L'ultima volta ti ho finalmente riconosciuto, e questa volta non la farai franca!

Steven non sapeva bene che pensare (Connie era una ladra?) ma corse comunque verso di lei, deciso a difendere la sua amica.
-Lasciatela andare!
La Jasper sbuffò, seccata dal ragazzino che stava cercando di fermarla, per poi dire: -Spostati moccioso, non è affar tuo!- ed evocare la sua arma, per poi cercare di colpirlo.
Con una calma che Steven non sapeva di possedere, rimase fermo, per poi mettere il braccio davanti a lui: quando apparve magicamente uno scudo che assorbì completamente il colpo, non si mostrò sorpreso, mosso dall'istinto. Mentre le due guardie erano immobilizzate dalla sorpresa, lui le colpì col lo scudo per poi prendere Connie per mano e scappare via.

Una volta al sicuro nella foresta, i due si fermarono a riprendere fiato. Connie disse, con tono preoccupato:
-S-Steven? Come...? Come hai fatto a...?
Il ragazzo sospirò, sedendosi a terra davanti a lei, le labbra piegate in un sorriso stanco.
-Prima mi ha cominciato un po' a tornare la memoria, e con l'attacco e lo scudo, mi sono ritornate molte cose e...ecco...
Alzò le mani stringendosi le spalle, assumendo una posizione quasi di scuse:
-A quanto pare sono magico? Per via di mia madre?

******
Con un ultimo pizzico delle corde del suo liuto, Greg alzò lo sguardo, dicendo con un gran sorriso:
-Grazie mille gente, siete stati un pubblico meraviglioso!
Dal tronco d'albero da cui aveva cantato, vedeva benissimo che nessuno tra le persone che avevano attraversato la piccola radura si era fermato ad ascoltarlo, ma poco importava. Tuttavia, con gran stupore, sentì qualcuno applaudire da poco più a destra del suo raggio visivo: quando si girò a vedere chi fosse, trovò solamente un'alta signora il cui visto era nascosto da un lungo mantello grigio, la cui ottima fattura però rilevava un certo benessere economico.

Il suo sorriso se possibile si allargò, inchinandosi profondamente nel dire:
-Grazie mille mia signora! Il suo gradimento è ben poca gioia per me! Se ha particolari richieste, non ha che da dirlo.
La donna rise.
-Mi dispiace nobile menestrello, ma non saprei cosa richiederle, ho gradito tutte le canzoni che ha cantato. Piuttosto, non ho potuto fare a meno di notare che ha un liuto diverso da quello degli altri menestrelli che ho incontrato.

Greg assunse un'espressione orgogliosa, per poi scendere dal tronco d'albero che l'aveva servito come palco improvvisato per avvicinarsi, tenendo il liuto tra le mani per mostrarglielo meglio.
-L'ho creato con le mie mani! L'ho voluto modificare per cambiare un po' la varietà del suono, e credo che presto tutti lo adotteranno. Pensavo di chiamarlo "chitarra", che ne pensa mia signora?
La donna gli regalò un'altra delle sue meravigliose risate cristalline.
-Mi sembra davvero un'ottima idea, spero che continui a produrre bella musica negli anni a venire.

Greg continuava a sorriderle, il cuore che gli batteva un po' più veloce. Ancora non sapeva che l'amore per quella donna misteriosa l'avrebbe portato a compiere azioni che mai si sarebbe sognato di portare a termine, ma anche anni dopo era rimasto sicuro che ne era valsa la pena.

******
-STEVEN!
L'urlo di Pearl preannunciò di poco l'abbraccio stritolante cui sottopose Steven, cui si aggiunsero subito anche Garnet e Amethyst.
Il ragazzo non poté fare a meno di ridere, felice di essere di nuovo con la sua famiglia.
-Oh Steven, non hai idea di quanto fossimo preoccupate! Dopo quello scontro ti abbiamo cercato, però...
-Però sapevo che saresti tornato sano e salvo.
Concluse Garnet, offrendo un sorriso misterioso come al solito.

Fu Amethyst la prima ad accorgersi che Steven non era tornato da solo.
-Steeeeeveeeen, chi è la tua amica?
Quando lo sguardo delle tre Gemme si concentrò su di lei, Connie fece un piccolo gesto di saluto con la mano, sentendosi un poco a disagio ad essere al centro dell'attenzione, ma anche un po' sbalordita ad essere davanti alle famose Crystal Gems -di cui Steven faceva parte?

Durante la loro camminata, Steven le aveva raccontato tutto, dal primo incontro tra i suoi genitori alle circostanze della sua nascita, e di come la sua natura tra essere umano e Gemma aveva praticamente costretto le Crystal Gems a scappare dalla corte per crescerlo in segreto con suo padre, cercando di controbattere le misure disumane che Jasper aveva cominciato ad attuare verso il resto della popolazione.

Ricambiando l'onestà, Connie gli aveva confessato di come dopo l'arresto dei suoi genitori per aver tentato di fermare delle guardie che stavano maltrattando degli abitanti del suo villaggio che non potevano pagare alla terza richiesta di tasse in un mese, aveva deciso di contrattaccare. Di conseguenza, armata di spada, arco e frecce rudimentali, ma soprattutto della sua astuzia, aveva cominciato a rapinare alcuni centri per poi dare tutto ai più indigenti.

Quando Steven riportò la storia alle altre Gemme, Pearl la guardò ad occhi aperti, colpita dalle sue abilità, per poi chiederle se volesse lezioni di spada. Connie disse subito di sì, elettrizzata dalla possibilità di imparare da colei che aveva terrorizzato per così tanti anni le guardie della corte. Così passarono un paio di settimane, alternando lezioni di spada e di autodifesa a contrattacchi contro le guardie, almeno, fino a quando non fecero quella terribile scoperta.

******
Connie serrò i denti, il suo viso nascosto dal mantello nero che aveva indossato. Le Crystal Gems sembravano convinte che i mantelli neri fossero un efficiente travestimento per entrare a corte, ma lei non ne era molto convinta. In ogni caso, non aveva molta scelta in proposito: quando aveva saputo che Jasper intendeva condannare a morte e impiccare i suoi genitori, ben sapendo che probabilmente si trattava di una trappola, non aveva potuto fare a meno di coinvolgere Steven e le altre Crystal Gems in un piano di evasione…
-Ah, Crystal Gems, finalmente vi siete fatte vedere!
...che forse poteva essere organizzato meglio.

Nel cortile dove avevano montato l'impalcatura per l'impiccagione, dall'alto riusciva a vedere la figura alta ed imponente di Jasper, un ghigno beffardo sul suo volto. Erano accerchiati dalle guardie nemiche, quindi Connie cominciò con lentezza a muovere le braccia per prendere la grande spada rosa che le aveva dato Steven, le sue azioni celate dal mantello. Ad un certo punto, mentre Jasper stava ancora facendo un monologo su come le Gemme fossero superiori agli esseri umani e di come le Crystal Gems erano traditrici della loro stessa specie, la estrasse rapidamente e colpì due delle guardie vicino a lei, mentre anche le altre avevano evocato le loro armi per fare lo stesso.

Mentre altre guardie si riversavano nel cortile, lei e Steven combattevano insieme, combinando la sua tecnica di spada con la difesa del suo scudo, completandosi a vicenda. Quando sembrava che potessero davvero vincere quella sfida, Jasper stessa scese in campo, cominciando subito a combattere. La sua bravura nel campo di battaglia, insieme al numero costante di guardie che ora non accennavano più a diminuire, avevano messo alle strette Connie e le Crystal Gems, ora ristrette in un angolo, senza via d'uscita.

Proprio quando sembrava che ogni speranza fosse perduta, qualcosa di blu scese dal cielo per fermarsi davanti a loro: di spalle non riusciva a riconoscere che Gemma fosse, ma mentre Pearl, Garnet e Amethyst sembravano spaventate, Steven sembrava contento della sua presenza.
-Lapis!
La Gemma blu si girò, sorridendo dolcemente.
-Ciao Steven.

Pearl spalancò gli occhi dalla sorpresa, chiedendo sottovoce:
-Steven, quando hai conosciuto la Gemma a capo della corte?
Il ragazzo scrollò le spalle.
-L'ho incontrata quando Connie era fuori per la notte. Abbiamo parlato ed è tanto simpatica.
All'affermazione il sorriso di Lapis si fece più grande, ma quando si rigirò verso Jasper aveva un'espressione decisamente più battagliera.

-Jasper, per troppo tempo ti ho lasciato fare quello che volevi, non sapendo bene cosa fare, ma non ti permetterò di fare del male al mio amico.
Con un semplice gesto con la mano, dal pozzo del cortile si alzò un'enorme massa d'acqua che inglobò Jasper e alcune delle sue guardie, facendo così tanta pressione che le loro forme fisiche s'infransero per lasciare solo le loro gemme.
Per un attimo, il silenzio regnò nel cortile del castello, fino a quando Steven commentò ridendo:
-Beh, è stato un po' anticlimatico, ma grazie mille Lapis!

******
Un paio di anni dopo, Pink Diamond tornò finalmente dal suo viaggio, scoprendo sorpresa tutti i cambiamenti che erano avvenuti in sua assenza. Ascoltò pazientemente le storie di tutti, da Pearl a Garnet a Jasper a Greg per finire con Steven, per poi meditare su quali misure fossero le più opportune. Alla fine decise di cercare di rieducare Jasper, la Gemma che le era così fedele senza capire che per lei non c'era differenza tra umani e Gemme, e di chiedere a Steven e alle altre Crystal Gems di ritornare alla sua corte. Steven acconsentì solo a condizione di poter portare con sé suo padre e Connie. Fu così che finalmente la pace e la giustizia tornarono nuovamente a regnare sulla Terra.
From:
Anonymous( )Anonymous This account has disabled anonymous posting.
OpenID( )OpenID You can comment on this post while signed in with an account from many other sites, once you have confirmed your email address. Sign in using OpenID.
User
Account name:
Password:
If you don't have an account you can create one now.
Subject:
HTML doesn't work in the subject.

Message:

 
Notice: This account is set to log the IP addresses of everyone who comments.
Links will be displayed as unclickable URLs to help prevent spam.

Profile

talpy: (Default)
talpy

April 2017

S M T W T F S
      1
23456 78
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      

Most Popular Tags

Style Credit

Expand Cut Tags

No cut tags
Page generated Sep. 22nd, 2017 09:49 am
Powered by Dreamwidth Studios