talpy: (Ninfea)
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Titolo: Summer with Steven
Fandom: Steven Universe
Wordcount: 132
Prompt: Cow-t 7: almeno 100 parole su “estate”.

Connie non amava in particolar modo l’estate. Era il periodo dell’anno in cui generalmente si trasferivano, per poi ritrovarsi in una nuova città che non conosceva senza amici con cui incontrarsi –non che fosse una novità. Di conseguenza, buona parte delle sue estati erano trascorse a leggere da qualche parte da sola, il picco del divertimento era andare un pio di giorni al mare con i suoi.
Questo, come molte altre cose, cambiò quando conobbe Steven. Non pensava che avere qualcuno con cui condividere un ghiacciolo o un gioco a palla sulla spiaggia potesse fare la differenza, e invece quell’anno, alla fine dell’estate, si sorprese a provare dispiacere, a pensare che le sarebbe mancato passare l’estate con Steven. Speranzosamente, pensava sorridendo, con un tocco di fortuna non sarebbe stata che la prima.

Titolo: Why Leaves Fall
Fandom: Originale
Wordcount: 324
Prompt: Cow-t 7: almeno 100 parole su “autunno”.

Un giorno d’autunno, un bambino camminava senza meta nella foresta, e nel suo girovagare osservò che l’erba era quasi nascosta da un mare di foglie marroni e crocchianti, mentre gli alberi erano più spogli. Tornato a casa, chiese a sua madre perché le foglie degli alberi stessero cadendo. Lei rispose che non lo sapeva, ma che sicuramente suo padre avrebbe potuto aiutarlo.
Il bambino uscì, andando alla fucina dove lavorava il padre, e gli pose il suo quesito. Suo padre scrollò le spalle, rispondendo che lui conosceva solo il metallo e il fuoco, che gli alberi gli erano estranei, ma che sicuramente il capo del villaggio lo sapeva.
Il bambino uscì, andando alla casa più grande e bussò, chiedendo udienza con l’anziano, e gli fece la sua domanda. L’uomo si accarezzò la lunga barba bianca, dicendo che era suo dovere sapere le cose che riguardavano l’interno del villaggio, che aveva dimenticato da tempo tutto ciò che sapeva della foresta, e che non sapeva a chi altri poteva chiedere se non ai diretti interessati.
Il bambino annuì e uscì dalla casa, dirigendosi nuovamente nella foresta. Si addentrò fino a quando non finì il sentiero, arrivando dove crescevano gli alberi più alti dove alcune foglie ancora resistevano. Si fermò davanti a una vecchia quercia, e gli pose il suo dubbio. Poco dopo, sentì una voce cavernosa e calda rispondergli che non sapevano perché perdessero le loro foglie. Per loro, era una cosa che succedeva senza che lo volessero, in modo spontaneo, come il bambino non poteva smettere di crescere e i suoi capelli continuavano ad allungarsi.
Il bambino sbuffò, insoddisfatto della risposta, insistendo che doveva esserci qualche altra spiegazione. Una voce più sottile e tagliente gli sussurrò all’orecchio, dicendo che era il benvenuto a provarlo di persona. Da quel giorno, quel bambino non fu più visto da nessuno del villaggio. In compenso, alcuni viaggiatori osservarono che era spuntato all’improvviso dal nulla un piccolo e giovane albero.

Titolo: The Christmas that wasn’t
Fandom: Teen Wolf
Wordcount: 109
Prompt: Cow-t 7: almeno 100 parole su “inverno”.

Dalla morte di Claudia, erano cambiate tante -troppe- cose in casa Stilinski: chi lavava i piatti, la preparazione del pranzo, cosa si faceva nel weekend. Noah non si rese conto che tra queste era incluso il festeggiare il Natale solo a fine inverno, quando si rese conto che non ricordava di aver lottato con la porta per far entrare l’albero in casa, o di aver montato le decorazioni; tutto era passato senza che Stiles dicesse niente. Quel primo inverno, senza il calore di Claudia, con il peso delle accuse crudeli rivolte nella sua follia, fu il più freddo che i due uomini Stilinski avessero mai vissuto in vita loro.

Titolo: Spring Tea
Fandom: Originale
Wordcount: 140
Prompt: Cow-t 7: almeno 100 parole su “primavera”.

Ad ogni equinozio di primavera, quando era ufficialmente la Sua stagione e l’Inverno doveva ritirarsi, la Primavera invitava sempre la Regina delle Nevi per un tè.
L’abitudine era nata molti secoli or sono, come segno di buona fede verso l’Inverno in un periodo in cui le stagioni erano ancora restie a cedere il passo tra loro.
Tuttavia, quella che era nata come un atto simbolico, una formalità, era diventato uno dei momenti che attendeva con più ansia nel corso dell’anno, non solo perché mentre la Primavera aveva il tè migliore, la Regina portava sempre i dolci più buoni.
Ormai il tè era un’occasione per chiacchierare con qualcuno che sapesse e capisse quello di cui stava parlando senza essere coinvolta in prima persona -e il suo cuore saltava sempre un battito quando la Regina le rivolgeva uno dei suoi rari sorrisi.

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