talpy: (Ninfea)
[personal profile] talpy
Titolo: Both are true
Fandom: Originale
Wordcount: 732
Prompt: Cow-t 7: almeno 500 parole su “vuoto”.
Note: Collegata ad un’altra originale, “The storyseller”, ma non credo sia necessario leggerla per godersi questa storia.

Ad una prima occhiata, la vita di Marco sembrava perfetta. Era stato un ottimo atleta e, anche se non partecipava più ad attività agonistiche, cercava comunque di mantenere un buon livello attraverso un allenamento costante seppur più leggero. Aveva un lavoro non peggiore e non migliore degli altri, aveva una buona comitiva di amici e i suoi weekend erano occupati da feste e da sport estremi.
Tuttavia, ogni tanto, sentiva una morsa al petto e il suo sorriso smagliante diventava, da sincero, un inganno per nascondere un vuoto che non sapeva come riempire. A volte aveva l’impressione che fosse una sensazione che l’aveva accompagnato per molto tempo, però...
******
Entrambe queste cose sono vere.
Marco era sano come un pesce.
Marco soffriva di forti emicranie che lo colpivano all’improvviso, lasciandolo abbastanza disorientato da non ricordarsi a cosa stesse pensando.
******
Marco era molto popolare, la sua gradevole compagnia era sempre molto ricercata, e non solo dai suoi amici. Però, ogni volta che una ragazza gli passava il suo numero o lo prendeva per mano o semplicemente gli faceva gli occhi dolci, sentiva un brivido di disagio lungo la schiena. Non sapeva bene come spiegarlo, ma in quei casi sentiva qualcosa dentro di lui che si ribellava all’idea, come se stesse tradendo qualcosa di fondamentale o qualcu…
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Entrambe queste cose sono vere.
Marco un tempo credeva di aveva trovato l’amore della sua vita.
Marco non ricordava di essere mai stato seriamente con qualcuno.
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La giornata stava procedendo tranquillamente, senza eventi al di fuori della norma, quando Marco intravide il poster. Era uno dei tanti apparsi misteriosamente quella mattina in tutta la città, con una semplice scritta grigia su sfondo bianco, “Trova il vuoto”.
Marco di fermò davanti al poster, gli occhi fissi su quella scritta; sentiva il corpo tremare e la testa stava diventando sempre più dolorante, anche se non ne capiva il perché. Senza quasi accorgersene, strinse i pugni e si sforzò ancora di più a pensare, a cercare il vuoto che sentiva nella sua vita ma poi…
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Entrambe queste cose sono vere.
Due anni prima, Marco stava vivendo il periodo più felice della sua vita.
Marco ricordava a malapena cosa era successo due anni prima.
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Marco sussultò, ritornando improvvisamente consapevole del mondo attorno a lui dopo la terribile emicrania. Tuttavia, era sconcertato dal posto dove si trovava: sembrava quasi uscito da un film, ricordando la tenda di una chiromante del circo.
- Perfetto, sei finalmente tra noi.
La voce, per quanto normale e perfino un poco allegra, lo bloccò completamente, mentre cominciò a tremare e il cuore a battere più veloce. Lo sguardo di Marco era basso, rivolto verso le ginocchia dove erano appoggiate le sue mani. Non sapeva cosa gli stava succedendo o perché stesse avendo quella reazione, ma tutti i suoi istinti gli stavano urlando di scappare o di fingersi morto, di non essere una preda.

Sentì un fruscio di vesti e un qualcuno che si avvicinava sempre di più, che gli accarezzò con delicatezza la guancia col dorso di un dito. Al contatto, gli occhi di Marco si riempirono di lacrime, il cuore batteva all’impazzata ma cercò di respirare normalmente, di non tradire nessuna reazione.
- Povero, povero Marco… non sono in tanti a sentire la mancanza della propria storia, ma non mi aspettavo che ti creasse una dicotomia così forte…
Fece dei versi di dissenso, mentre continuava ad accarezzargli il viso, le guance ormai bagnate di lacrime.

- Sai, poi l’ho venduta, la tua storia, ma la mia cliente è tornata per chiedermi di restituirtela, senza nemmeno esigere un rimborso. Le era piaciuta, ma sentiva che era importante che ritornasse al suo legittimo proprietario. Devo ammettere, una volta tanto non credo sia un’idiozia.
Smise di accarezzare e afferrò il mento di Marco per alzarlo, costringendolo a incrociare lo sguardo.
Prima di svenire, in quegli occhi riuscì solo a vedere l’abisso.
******
Marco si svegliò, aprendo lentamente gli occhi, abituandosi pian piano alla luce del sole. Non riusciva a ricordare che cosa avesse sognato, anche se aveva l’impressione che fosse stato strano. In ogni caso, sorrise mentre nascondeva il volto nel collo dell’uomo sotto di lui che lo stringeva a sé anche nel sonno, il suo animo (finalmente) sereno.
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Entrambe queste cose sono vere.
Marco una volta aveva dimenticato la sua storia.
Marco finalmente non aveva più un vuoto dentro di sé.


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