talpy: (Ninfea)
[personal profile] talpy
Titolo: That’s the one
Fandom: Fairy Tail
Wordcount: 1181
Warning: SPOILER cap. 523 manga, mass memory loss
Prompt: Cow-t 7: minimo 500 parole con “troppo tardi”.
Note: merito e dedica di questa fic a Sonia, che esiste solo grazie a lei per idea, aiuto plottaggio, domande sull’IC e betaggio; prima volta che scrivo sul fandom, quindi pietà xD


Basta un nonnulla perché il mondo cambi radicalmente. Un sasso un poco più a destra, un ramo che si spezza dieci secondi prima, possono influenzare più di quanto sembri. Natsu arrivò in tempo per salvare la vita di Gray, sì, ma per qualcos’altro…
- E tu chi sei?
era troppo tardi.
******
Juvia entrò nella nuova sede della gilda, sorridendo per la soddisfazione di un altro lavoro portato a termine con successo. Fortunatamente, dalla lotta con Zeref e gli altri maghi era passato abbastanza tempo affinché tutto tornasse alla normalità, e le persone avevano di nuovo bisogno della magia per comodità e bisogni particolari e non per essere difesi da un invasore.
Ad un certo punto, mentre beveva qualcosa, notò un movimento con la coda dell’occhio; bastò girarsi un pochino per vedere che era il nuovo arrivato che si era seduto ad uno dei tavoli in fondo -come si chiamava? Gray? Chissà, pensò tornando a sorseggiare, non è poi così importante.
******
Gray trattenne a fatica un sospiro di sconforto, quando si ritrovò a bere da solo ai margini della sala da pranzo della gilda. Era incredibilmente frustrante essere praticamente uno sconosciuto per le persone che conosceva da una vita intera, ma sapeva che non poteva lamentarsi: era già stato fortunato ad essere ancora membro della gilda. All’inizio era stato trattato con un po’ di diffidenza, ma era normale, specialmente considerando che in passato si erano infiltrate delle spie e che la memoria dei morti in battaglia era ancora dolorosa per tutti. Tuttavia, pian piano si erano abituati alla sua presenza e alle sue strane abitudini (improvvisamente, spogliarsi senza accorgersene era diventato un reato) e anche lui era diventato più bravo a comportarsi come conoscesse gli altri da pochi mesi e non da una vita intera. Fortunatamente, l’amicizia con Natsu era nata facilmente, complice la battaglia di entrambi contro Zeref, ma sentiva che gli mancava qualcosa -o qualcuno.
******
Quando fu mandata a svolgere un lavoro in un acquapark prossimo all’apertura con Gray, Juvia era tranquilla: aveva senso che mandassero insieme maghi specializzati in acqua e ghiaccio, che potessero sfruttare l’elemento più comune in quell’ambiente. Quando scoprirono che a creare problemi era un mago dell’acqua, appostato all’ingresso dell’attrazione più alta, cominciarono ad affrontarlo senza problemi -dopo tutto quello che avevano passato, non sarebbe stato un mago qualsiasi a crear loro problemi. Tuttavia, sottovalutandolo, furono entrambi sorpresi da una bomba ad acqua, dall’onda d’urto abbastanza forte da spingere Gray oltre la pedana dove stavano combattendo. Senza perdere il ritmo del combattimento, Juvia lo afferrò al volo e lo riportò sulla pedana, ponendosi davanti a lui per dargli il tempo di recuperare il fiato. Dandogli le spalle mentre sconfiggeva una volta per tutte l’avversario, non riuscì a vedere le guance di Gray arrossirsi.
******
Oh, pensò quando il sole splendette su Juvia e la sua acqua e il suo cuore cominciò a battere più velocemente, ecco chi.
******
Dopo quel lavoro all’acquapark, nei mesi successivi la maga cominciò a notare Gray sempre di più -o meglio, lui cominciò in modo attivo a cercare di attirare la sua attenzione. Che fosse chiaro, niente di clamoroso o imbarazzante, ma piccole cose: ogni tanto dei fiori blu e dei dolci inviati alla sua stanza, una bottiglia della bibita preferita al suo solito posto nella sala della gilda, un libro regalato alla fine di un altro lavoro insieme.
Pian piano l’indifferenza diventò cauto interesse, per poi trasformarsi in piacere nell’essere in sua compagnia -negava a sé stessa che aveva smesso di essere infastidita dalla sua nudità occasionale e che aveva cominciato a gettare qualche occhiatina. In ogni caso, quando si ritrovavano insieme e cominciavano a chiacchierare, Juvia scopriva sempre qualcosa di nuovo su Gray, e il suo cuore traditore cominciò a pensare che quel corteggiamento non le dispiaceva.
******
Era incredibile come più Gray si avvicinava a Juvia il suo cuore riuscisse sia a fremere di gioia che a diventare di pietra alla maggiore consapevolezza di cosa le aveva fatto passare. Per quanto fosse felice di stare con lei e i suoi sorrisi gli riscaldassero l’animo, non poteva non sentirsi in colpa nei confronti della Juvia di prima, di quella che gli aveva mostrato con costanza invidiabile una devozione che ora sapeva di non essersi meritato. La maga dell’acqua era una donna incredibile, forte e gentile, e solo troppo tardi si era reso conto di quanto desse per scontati la sua presenza vicino a lui e i suoi sentimenti.
Aveva cercato il più possibile di trattare Juvia come davvero meritava, e sentiva che pian piano stavano diventando sempre più vicini, sempre più intimi. Tuttavia, anche se probabilmente sarebbe stato ricambiato, non le aveva fatto dichiarazioni o avance di nessun tipo: per quanto volesse, prima che ci fosse qualcosa tra loro, Juvia meritava di sapere.
******
Mentre camminavano lungo il fiume di Magnolia, Juvia ammirava i riflessi della luna sull’acqua; era una bella serata, e non le era dispiaciuto accettare la proposta di Gray di fare una passeggiata. Ad un certo punto, i due si sedettero su una panchina nel parco, e lì rimasero per un po’ in silenzio: mentre Juvia si sentiva a suo agio, l’altro invece, notò quando cominciò ad osservarlo di soppiatto, cercava di non dare a vedere che era teso, come in attesa di qualcosa di brutto.
Quella tensione cominciò ad avere senso quando Gray cominciò a raccontare, con voce bassa ma ben comprensibile, la sua storia: il mago le parlò della morte dei suoi genitori, di Ur, del suo ingresso a Fairy Tail, di come aveva combattuto le sue stesse battaglie anche se non lo ricordava al suo fianco, e l’incantesimo che Natsu aveva interrotto sia in tempo che troppo tardi. Ma soprattutto, le raccontò di lei: di come si fosse innamorata perdutamente di Gray, di come volta per volta gli aveva mostrato la sua devozione, ma anche di come lui aveva mostrato ben poca considerazione per i suoi sentimenti, e di come si era ritrovato a ricambiarli solo dopo che questi erano scomparsi. Con determinazione, le disse che avrebbe voluto essere con lei, ma che prima che succedesse qualcosa tra loro Juvia meritasse di sapere.
La maga ascoltò senza interrompere, e quando Gray finalmente tacque, cominciò ad osservare l’uomo al suo fianco con occhi nuovi. Una parte di lei era amareggiata per questa Juvia innamorata e respinta, ma un’altra…osservava come l’altro tenesse lo sguardo fermo davanti a lui, senza guardarla, le spalle tese in attesa di una condanna e di un rifiuto, e voleva solo rassicurarlo.
Sulle labbra di Juvia, senza che Gray potesse vederla, comparve un piccolo sorriso; con più coraggio di quanto fosse disposta ad ammettere, mise una mano sopra una di quelle di lui, stringendola. Lo sguardo del mago si pose sulle mani, per poi spostarsi su di lei, gli occhi leggermente più aperti per la sorpresa.
Il sorriso di Juvia si allargò, e delicatamente appoggiò la sua fronte su quella di Gray, stringendogli con più forza la mano; le spalle di lui finalmente si rilassarono, ricambiando la stretta e il sorriso, il cuore finalmente libero di sentirsi leggero.

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